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Psiconcologia

19/11/2020


La Psiconcologia nasce nel 1950 negli Stati Uniti e negli ultimi 40 anni si è diffusa anche nel resto del mondo. Questa disciplina ha come obiettivo quello di garantire una migliore qualità di vita per la persona ammalata di tumore ed offrire sostegno a coloro che la circondano come familiari e amici. Quando una persona riceve la diagnosi di tumore la sua vita e la sua intera esistenza, in tutte le dimensioni, come quella psicologica, fisica e sociale, cambia profondamente; non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di una persona “normale”, qualsiasi, che si trova di fronte ad una minaccia seria e durevole alla propria sopravvivenza. Le reazioni psicologiche alla diagnosi di cancro sono solitamente cinque:

  1. La fase di schock: la fase successiva alla diagnosi o nei giorni successivi

  2. La fase di reazione: è la fase in cui si impone la realtà attraverso le procedure mediche, i trattamenti chemioterapici/radianti. L’impatto con la realtà suscita nel paziente: Angoscia, Rabbia, Disperazione o Tristezza.

  3. La fase di elaborazione: al termine del periodo attivo dei trattamenti (post intervento chirurgico e/o nel mezzo dei cicli di chemioterapia). In questa fase il paziente cerca un senso a ciò che gli è successo e al perché sia accaduto proprio a lui.

  4. Fase di riorientamento: finito il trattamento intensivo, come la chemio/radio terapia si ripropongono problematiche esistenziali vissute nelle fasi precedenti (es: esistenziali) che possono essere nuovamente rielaborate attraverso un percorso di sostegno psicologico e/o intervento psicoterapeutico.


Può essere utile quindi per la persona interessata al decorso della sua malattia ricevere chiarezza riguardo l’esperienza di sofferenza a cui sta andando incontro o che sta attraversando. La figura dello psiconcologo, che solitamente è uno psicologo specializzato, si pone infatti come obiettivo quello di aiutare ed accompagnare la persona in questa fase di passaggio nel riscoprire nuovi obiettivi, valori e priorità. Un aspetto psicologico importante sono le emozioni associate alla malattia, come la preoccupazione, la paura, l’angoscia, la tristezza e la rabbia; queste sono risposte adeguate, ma quando diventano eccessive e perseveranti (ansia e depressione) è bene chiedere aiuto, poiché il benessere psichico come quello fisico è un importante parametro fisiologico che può essere registrato attraverso l’utilizzo di test e osservato durante il decorso della malattia.

La presenza dello psiconcologo è di sostegno anche per gli amici e i familiari che circondano il paziente oncologico, per aiutarli ad affrontare la malattia in modo meno traumatico e gestire la relazione con il paziente. Pertanto l’obiettivo dell’intervento dello psiconcologo diventa quello di accompagnare il paziente ed i suoi familiari a riconoscere, ripensare e recuperare la identità personale e familiare, integrandovi i cambiamenti prodotti dalla malattia. In altre parole, non appiattirsi sulla malattia, non negarla, ne reprimerla, ma affrontarla gradualmente passo dopo passo, giorno dopo giorno.


Dott.ssa Innocenzi Anna, psicologa- psiconcologa- specializzanda in psicoterapia